{"id":3762,"date":"2023-04-20T18:19:58","date_gmt":"2023-04-20T18:19:58","guid":{"rendered":"https:\/\/spsonline.it\/sps\/?page_id=3762"},"modified":"2025-08-24T16:56:55","modified_gmt":"2025-08-24T16:56:55","slug":"lindirizzo-metodologico-e-teorico-culturale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/spsonline.it\/sps\/lindirizzo-metodologico-e-teorico-culturale\/","title":{"rendered":"L\u2019indirizzo metodologico e teorico-culturale dell\u2019Istituto. I fondamenti teorici"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\" id=\"1\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"Presentiamo\">Presentiamo brevemente le dimensioni teoriche che fondano il costrutto di intervento psicologico clinico fondato sull\u2019analisi della domanda. Costrutto che, anche nel nome, abbiamo proposto una ventina d\u2019anni fa; che abbiamo successivamente sviluppato, grazie ai dati raccolti nella ricerca e nella pratica dell\u2019intervento psicologico.<sup><a href=\"#1.\" data-type=\"internal\" data-id=\"#1.\">1<\/a><\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per <strong>intervento psicologico clinico fondato sull\u2019analisi della domanda <\/strong>s\u2019intende l\u2019esplorazione delle simbolizzazioni affettive, agite da chi pone una domanda d\u2019intervento allo psicologo, entro la relazione con lo psicologo stesso. Stiamo parlando di uno psicologo che pratica la psicoterapia nell\u2019ambito dei servizi socio-sanitari o entro uno studio privato; anche dello psicologo che offre consulenza alle strutture organizzative, siano esse aziende, organizzazioni di servizi, cooperative, enti sanitari, istituti scolastici, religiosi, militari. Stiamo parlando di uno psicologo che lavora con persone, gruppi od organizzazioni; clienti, tutti, che gli propongono dei problemi, da affrontare con la competenza psicologica, al fine di uno sviluppo della persona, cos\u00ec come delle strutture organizzative. L\u2019intervento psicologico, evidentemente, non si limita nella sua declinazione temporale all\u2019analisi della domanda. Quest\u2019ultima non \u00e8 una \u201cfase\u201d di un processo di psicoterapia (sostitutiva della diagnosi, ad esempio) o dell\u2019intervento psicologico clinico entro le strutture organizzative. E\u2019 piuttosto il riferimento ad una teoria della tecnica che imposta e consente di orientare la prassi psicologica allo sviluppo, pi\u00f9 che alla correzione di un deficit.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si danno situazioni entro le quali non sembra necessaria o importante l\u2019analisi della domanda. Lo psicologo, ad esempio, pu\u00f2 rispondere ad una richiesta di intervento applicando una specifica tecnica, diciamo psicoterapeutica. In questo caso, \u00e8 possibile che lo psicologo non analizzi la domanda d\u2019intervento, pensando che il problema sia soltanto il pretesto per l\u2019applicazione della tecnica di cui \u00e8 capace. In altri casi, lo psicologo pu\u00f2 occuparsi del problema con modalit\u00e0 del tipo: \u201cA domanda, rispondo\u201d. Pu\u00f2, quindi, porre la sua competenza al servizio di chi gli pone una domanda fondata su un problema, applicando acriticamente una tecnica, al problema stesso: se un dirigente d\u2019azienda chiede di realizzare un lavoro di selezione del personale, lo psicologo effettua la selezione; se il responsabile di un servizio ospedaliero chiede di progettare e realizzare un corso di formazione per gli infermieri, lo psicologo fa quanto gli viene chiesto. In un caso come nell\u2019altro, propone una competenza fondata sulla tecnicalit\u00e0: applicazione di tecniche, mettendo a massa il contesto. La psicoterapia fondata sull\u2019applicazione acritica di specifiche tecniche da un lato, la psicologia applicata dall\u2019altro, sono esempi di tecnicalit\u00e0. Vale a dire di competenza che viene messa in atto, trasformata in tecnica d\u2019intervento dallo psicologo, sulla base dell\u2019accettazione acritica della domanda. Questa \u00e8 la differenza, per noi fondamentale, tra chi applica una tecnica predefinita e chi si occupa del problema che la persona porta, con la sua domanda; in questo secondo caso, serve una teoria della tecnica che sia in grado di trattare la domanda, a partire dal problema proposto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La teoria della tecnica che sta alla base dell\u2019analisi della domanda, \u00e8 fondata su alcune premesse teoriche che qui riassumiamo, in una sorta di glossario:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le emozioni<\/strong>. Pensiamo che la psicologia clinica sia, di base, una prassi che lavora entro l\u2019area emozionale. L\u2019emozione \u00e8 il vissuto che risulta dalla simbolizzazione affettiva degli oggetti, nel contesto. In questo senso, stabiliamo un parallelo tra percezione ed emozione: la percezione consente di organizzare il contesto, nel suo significato cognitivo; la simbolizzazione affettiva consente di organizzarlo emozionalmente. Percezione e simbolizzazione affettiva sono le due modalit\u00e0, in stretta interazione, che fondano la relazione tra individuo e contesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"complementari\"><strong>La collusione<\/strong>. Definiamo con questo termine la simbolizzazione affettiva del contesto, da parte di chi a quel contesto partecipa. La collusione, quindi, \u00e8 un processo di socializzazione delle emozioni, che proviene dalla condivisione emozionale di situazioni contestuali. La collusione, inaltri termini, \u00e8 il tramite emozionale che fonda ed organizza la costruzione delle relazioni sociali, grazie alle emozioni condivise. Colludere significa condividere, emozionalmente, le stesse simbolizzazioni affettive, o simbolizzazioni complementari, entro un contesto partecipato e vissuto in comune. La collusione, se non \u00e8 pensata, si trasforma nell\u2019agito emozionale: comportamento agito, che si pu\u00f2 intendere quale evacuazione delle emozioni, entro la relazione contestuale. <sup><a href=\"#2.\" data-type=\"internal\" data-id=\"#2.\">2<\/a><\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019inconscio<\/strong>. Nella nostra proposta teorica, facciamo riferimento al modo d\u2019essere inconscio della mente, cos\u00ec come \u00e8 stato proposto da Freud nella prima topica, ove viene postulato quale sistema mentale, uno specifico modo d\u2019essere della mente; ne ricordiamo le cinque caratteristiche: condensazione, spostamento, assenza di negazione, assenza di tempo, sostituzione della realt\u00e0 esterna con la realt\u00e0 interna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"criticamente\"><strong>La relazione individuo-contesto<\/strong>. Nella nostra proposta teorica, \u00e8 considerata criticamente la nozione di individuo; proponiamo quale interlocutore dello psicologo e quale oggetto del suo intervento, la relazione tra individuo e contesto. Lo psicologo, quindi, non ha a che fare con singole persone, bens\u00ec con relazioni; il problema che viene portato allo psicologo, e che \u00e8 oggetto di analisi della domanda, \u00e8 sempre un problema che concerne la relazione tra individui e contesto. <sup><a href=\"#3.\" data-type=\"internal\" data-id=\"#3.\">3<\/a><\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La convivenza<\/strong>. E\u2019 l\u2019area entro la quale si situa l\u2019intervento psicologico. Lo psicologo viene definito quale professionista che promuove e sviluppa i sistemi di convivenza. La psicologia, in tal senso, \u00e8 la scienza che si occupa di convivenza. Convivenza come relazione tra sistemi di appartenenza ed estraneo, fondata su regole del gioco convenute. Questa definizione emancipa la psicologia dal modello medico, da una sua restrittiva definizione, limitata nella prassi ai disturbi mentali, alla sofferenza psichica, al disagio, entro prospettive di cura e di guarigione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La relazione \u201csistema d\u2019appartenenza-estraneo\u201d.<\/strong> E\u2019 il luogo dello sviluppo della convivenza, quindi dello scambio e del prodotto, quali obiettivi dell\u2019intervento psicologico. I sistemi d\u2019appartenenza sono relazioni fondate sulla dinamica emozionale: la famiglia ne \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 semplice ed esplicito. I sistemi d\u2019appartenenza assolvono esigenze primarie della persona, garantendo relazioni con il contesto, semplici e gratificanti. Sono caratterizzati da relazioni emozionali fondate sulla dinamica affiliativa e su quella del potere. Possono essere integrati con l\u2019estraneit\u00e0 o contrapposti ad essa. Nel secondo caso si traducono in emozionalit\u00e0 familiste, scontate e date; nel primo, implicano l\u2019integrazione con quei processi di comunicazione e di costruzione di conoscenza, comportati dalla relazione con l\u2019estraneo. L\u2019estraneit\u00e0 \u00e8 data da quegli aspetti della realt\u00e0 che il sistema d\u2019appartenenza pu\u00f2 valorizzare ed individuare al di fuori di s\u00e9, per realizzare relazioni di scambio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le regole del gioco<\/strong>. E\u2019 il sistema di convenzioni, regolate emozionalmente, che consente la relazione con l\u2019estraneit\u00e0. Le pi\u00f9 semplici regole del gioco sono di tipo normativo; come esempio, pensiamo alle \u201cbuone maniere\u201d, regola che funge da mediatore delle relazioni, entro sistemi sociali senza prodotto, quali i sistemi familisti, fondati sulla sola emozionalit\u00e0 agita. Regole del gioco pi\u00f9 avanzate, consentono di organizzare la relazione sociale in alternativa al potere senza competenza, emancipando la relazione dal potere dell\u2019uno sull\u2019altro; consentendo relazioni, tra estranei, fondate sul potere della competenza, quindi sull\u2019uso delle risorse. Le regole del gioco sono convenzioni che consentono di individuare le risorse, di utilizzarle e di definirne i limiti, condividendole entro la relazione appartenenza-estraneit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La dinamica \u201cpossesso-scambio\u201d.<\/strong> Pensiamo che, nell\u2019ambito della relazione sociale, le&lt; due dimensioni entro le quali s\u2019organizza il rapporto siano quelle del possedere l\u2019altro o dello scambiare con l\u2019altro. Il possesso esaurisce la simbolizzazione emozionale dell\u2019altro, negandone l\u2019estraneit\u00e0; il possesso dell\u2019altro \u00e8 la fantasia che regge le relazioni entro i sistemi familisti, fondati sull\u2019affiliazione e sul potere. Lo scambio, d\u2019informazioni e di conoscenza competente, \u00e8 la funzione resa possibile dalla relazione fondata sul riconoscimento d\u2019estraneit\u00e0. Consente la realizzazione, assieme all\u2019estraneo, del prodotto che emerge dalla reciproca competenza. E\u2019 il processo che organizza la relazione fondata sul potere competente. Mentre il possesso caratterizza le relazioni fondate sul potere senza competenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"continuum\"><strong>Dalla polisemia allo scambio produttivo<\/strong>. La convivenza \u00e8 retta da dimensioni emozionali che si declinano lungo un continuum definito da due polarit\u00e0. La polarit\u00e0 pi\u00f9 primitiva comporta simbolizzazioni del contesto fondate su un massimo di simmetria polisemica ed un massimo di acontestualit\u00e0. Un esempio \u00e8 dato dalla categoria simbolica amico\/nemico, come dalle categorie che fanno riferimento al vissuto corporeo di chi simbolizza: dentro\/fuori, alto\/basso, davanti\/dietro. La relazione con il contesto e la percezione delle risposte, da parte del contesto stesso, agli agiti simbolici che conseguono alla sua simbolizzazione affettiva, consentono una progressiva riduzione della polisemia, grazie a dinamiche simboliche che tengano in maggior conto l\u2019interazione e la reciprocit\u00e0 con il contesto. La seconda tappa \u00e8 data dalle neo-emozioni, copioni emozionali in grado di organizzare rapporti entro un relativo ignoramento del contesto. La terza tappa \u00e8 data dalle culture locali,<sup><a href=\"#4.\" data-type=\"internal\" data-id=\"#4.\">4<\/a><\/sup> sistemi collusivi contestualizzati e storicizzati, caratteristici di specifici contesti. L\u2019analisi dei processi emozionali consente progressive riduzioni di polisemia ed un sempre pi\u00f9 puntuale ancoraggio al contesto, sino alla competenza a simbolizzare l\u2019altro quale estraneo, che prelude allo scambio produttivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo sviluppo<\/strong>. E\u2019 l\u2019obiettivo dell\u2019intervento psicologico; sviluppo della relazione tra individuo e contesto, quindi delle capacit\u00e0 produttive e di scambio da parte di chi chiede l\u2019intervento. Viene qui posta una differenza per noi importante tra obiettivi ortopedici, volti a ricondurre l\u2019individuo alla normalit\u00e0 (o, se si vuole, all\u2019ortodossia), e obiettivi di sviluppo. La cura \u00e8 una tipica modalit\u00e0 d\u2019intervento ortopedico, che vede quale parametro da perseguire la normalit\u00e0 della singola persona; lo sviluppo \u00e8 l\u2019obiettivo di chi interviene entro la relazione tra individuo e contesto, ed assume \u201ccapacit\u00e0 produttiva\u201d e \u201ccompetenza a scambiare\u201d quali parametri sui quali intervenire. In psicologia \u00e8 utilizzata una duplice nozione di sviluppo. Nel caso dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza, ad esempio, \u00e8 possibile sovrapporre lo sviluppo dato dalla maturazione e dalla crescita con quello proposto nella nostra definizione. Nel caso dell\u2019adulto, invece, lo sviluppo concerne, necessariamente, il suo adattamento al contesto, familiare certamente, ma soprattutto lavorativo e sociale. Ci\u00f2 aiuta a capire come, con l\u2019assunzione dello sviluppo quale parametro di riferimento per l\u2019intervento psicologico rivolto all\u2019adulto, non si diano differenze tra l\u2019intervento che concerne la domanda di singoli o quella di strutture sociali ed organizzative. Nell\u2019un caso come nell\u2019altro, l\u2019obiettivo dello psicologo comprender\u00e0 sistematicamente lo sviluppo nella relazione delle persone o delle componenti organizzative con il loro contesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"opzione\"><strong>Psicologia quale scienza dell\u2019intervento<\/strong>. Con l\u2019analisi della domanda s\u2019intende dare un contributo alla psicologia intesa quale scienza che fonda l\u2019intervento psicologico, quindi una professionalit\u00e0 con suoi obiettivi e una sua teoria della tecnica. Si pu\u00f2 intendere la psicologia in differenti modi: ad esempio, quale scienza che studia le regolarit\u00e0 del comportamento umano, o animale, a partire dalle sue componenti molecolari, quali la percezione, il pensiero, l\u2019emozionalit\u00e0 ecc.. La psicologia quale scienza che studia leggi generali del comportamento, d\u2019altro canto, non giustificherebbe la presenza, in Italia, di circa 50.000 psicologi, motivati ad esercitare la professione per la quale si sono preparati. Si pu\u00f2 porre una scissione tra psicologia quale scienza e psicologi, relegando la competenza professionale di questi ultimi all\u2019applicazione di tecniche. Ad esempio, applicazione autoriferita ed acontestuale di singole tecniche psicoterapeutiche, volte all\u2019intervento ortopedico: nell\u2019ipotesi che si possa trattare la domanda (entro un riduzionismo della pratica psicologico clinica al modello medico) quale richiesta di cura, ristretta a singoli individui, della \u201csofferenza\u201d psichica, del \u201cdisagio\u201d mentale genericamente definiti. Si pu\u00f2 pensare alla psicologia, di contro, come ad una scienza che consente di intervenire nella relazione tra individuo e contesto, quindi entro i problemi di convivenza, per un loro sviluppo. La teoria della tecnica, che chiamiamo analisi della domanda, si colloca all\u2019interno di quest\u2019ultima opzione.<sup><a href=\"#5.\" data-type=\"internal\" data-id=\"#5.\">5<\/a><\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il cliente<\/strong>. Lo sviluppo delle organizzazioni dipende dallo sviluppo del loro cliente. E\u2019 quindi utile una definizione psicologica della funzione cliente. Il cliente va considerato come un modello di rapporto tra individuo e contesto: \u00e8 l\u2019estraneo dal quale dipende lo sviluppo. Il cliente, a sua volta, ha un cliente da sviluppare. Questo significa che il cliente configura, sempre, un altro cliente, di second\u2019ordine se si vuole, che \u00e8 portatore di una domanda di sviluppo. Se, per l\u2019insegnante, lo studente \u00e8 un cliente, ci\u00f2 significa che l\u2019apprendimento scolastico va visto, sempre, in funzione di chi fruir\u00e0 dell\u2019apprendimento; lo studente, quindi, \u00e8 colui che, a sua volta, avr\u00e0 un cliente da sviluppare. Lo stesso si pu\u00f2 dire per un\u2019organizzazione di prodotti o di servizi. La stessa cosa si pu\u00f2 individuare anche entro la prassi psicoterapeutica. La funzione cliente \u00e8 inoltre, nella nostra contingenza storica, nell\u2019uso attuale di questo termine entro i sistemi produttivi, nei problemi, anche emozionali, che pone, la nozione che pi\u00f9 da vicino rappresenta il costrutto che abbiamo proposto come \u201cestraneo\u201d. La coerenza tra strategie di orientamento al cliente ed il nostro costrutto si coglie dalle risposte emozionali che queste strategie suscitano: dalla speranza di veder verificato il proprio operato, all\u2019irritazione per un\u2019interferenza entro una prassi autocentrata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La committenza e\/o il mandato sociale.<\/strong> Come si costruisce la relazione con il cliente nella psicoterapia e nell\u2019intervento psicologico? A monte, a mo\u2019 di cornice, si ha un processo di legittimazione e di consenso dell\u2019intervento psicoterapeutico e pi\u00f9 in generale sull\u2019azione professionale psicologica. Tale processo media tra scientificit\u00e0 e valori consensualmente accettati. Il processo di legittimazione \u00e8 in continua elaborazione, entro le pi\u00f9 differenti sedi istituzionali: un esempio \u00e8 la legge 56\/89, istitutiva della professione psicologica; una importante componente del mandato sociale \u00e8 data dalla rappresentazione della professione quale emerge nei mass media; vanno considerati inoltre i contributi dell\u2019ordine professionale o dell\u2019universit\u00e0. Il mandato sociale tutela le dimensioni conformiste \u2013 conformi alla norma \u2013 della professione. La committenza invece, non ha a che fare, univocamente, con norme e valori prestabiliti. La committenza, infatti, porta in campo i suoi obiettivi. Comporta il consenso tra interlocutori \u2013 psicologo e cliente \u2013 che traduca in dimensioni operative, storiche e contingenti, le grandi finalit\u00e0 del mandato sociale, entro la specificit\u00e0 di \u201cquella\u201d particolare committenza. La storicit\u00e0 e la contingenza della prassi fondata sulla committenza, comportano la necessit\u00e0 della verifica, orientata dagli obiettivi del committente, in base a criteri appositamente individuati. Con la committenza, vengono messe in gioco conoscenza ed utilizzazione delle risorse locali, proprie della specifica situazione entro la quale s\u2019interviene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 detto del <strong>colludere<\/strong>, quale dimensione rilevante dell\u2019analisi della domanda. Ogni relazione sociale, quindi anche quella che fonda l\u2019analisi della domanda, \u00e8 fondata sulla collusione. Non si pu\u00f2 non colludere, se per collusione s\u2019intende l\u2019inevitabile simbolizzazione affettiva del contesto relazionale, da parte di chi quel contesto condivide. La simbolizzazione affettiva \u00e8, per Freud, la vera realt\u00e0 psichica, il modo pi\u00f9 importante dell\u2019uomo per mettersi in rapporto con la realt\u00e0 e per conoscerla. Nell\u2019analisi della domanda il problema non \u00e8 \u201cnon colludere\u201d, quale prescrizione impossibile. Il vero problema \u00e8 non colludere con specifiche simbolizzazioni affettive della relazione con lo psicologo, proposte da chi pone la domanda. L\u2019alternativa a tutto questo, \u00e8 istituire altre dinamiche collusive, pi\u00f9 coerenti con l\u2019obiettivo di sviluppo che si persegue con il lavoro d\u2019analisi. Ci\u00f2 \u00e8 possibile grazie all\u2019analisi della domanda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come e dove mettere in atto l\u2019analisi della domanda? <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riteniamo che la nostra proposta di teoria della tecnica abbia differenti e molteplici aree d\u2019applicazione. Pensiamo, ad esempio, alla funzione di filtro alla quale, spesso, lo psicologo \u00e8 chiamato entro i servizi socio-sanitari, per una rilevazione e una lettura critica del problema posto da chi si rivolge al servizio. Spesso, la funzione di filtro \u00e8 interpretata come una sorta di psico-diagnosi, oppure la si pu\u00f2 ridurre a funzione di indirizzo, di orientamento ai differenti specialisti, per chi si rivolge al servizio. I primi incontri, d\u2019altro canto, possono essere utilizzati, dallo psicologo, quali occasioni per l\u2019analisi della domanda. Si potranno, cos\u00ec, individuare domande che andranno trattate con interventi specialistici; ma anche problemi che potranno essere elaborati all\u2019interno del lavoro d\u2019analisi della domanda, in una relazione che assume la specificit\u00e0 di una psicoterapia. Si pensi, ad esempio, alla nuova utenza che si rivolge sempre pi\u00f9 frequentemente ai servizi socio-sanitari: adolescenti in crisi, madri preoccupate, coppie con problemi di relazione, persone insoddisfatte del loro lavoro e con problemi di adattamento entro i pi\u00f9 differenti contesti sociali; domande che provengono dalla scuola, da sistemi di convivenza, dai quartieri, da gruppi sociali. Pensiamo anche allo psicologo che lavora privatamente e non vuole costringere il suo intervento all\u2019applicazione acritica, ripetitiva ed autoriferita ad una sola, specifica tecnica psicoterapeutica. Con l\u2019analisi della domanda potr\u00e0 offrire un servizio alle persone che a lui si rivolgono, per affrontare i problemi che emergono nella relazione di domanda; problemi che lo psicologo potr\u00e0 elaborare entro un progetto di sviluppo e di crescita personale, sociale, professionale delle persone stesse, in alternativa ad obiettivi di cura, a volte oscuri e poco utili. Pensiamo allo psicologo che intende lavorare entro i contesti scolastici, o formativi pi\u00f9 in generale; con l\u2019analisi della domanda potr\u00e0 riformulare le richieste d\u2019intervento che provengono da insegnanti, presidi o direttori d\u2019istituto, genitori o da gruppi di ragazzi, al fine di progettare linee di sviluppo nella relazione tra componenti della struttura scolastica, famiglie e territorio. Potr\u00e0 cosi istituire un lavoro psicoterapeutico con i vari gruppi e componenti della scuola, evitando di colludere con la domanda degli insegnanti che, sovente, vogliono i singoli ragazzi, definiti come problematici, quali unici destinatari dell\u2019intervento. Pensiamo allo psicologo che intende offrire consulenza alle organizzazioni produttive e di servizio; potr\u00e0, con l\u2019analisi della domanda, costruire la committenza del suo intervento, emancipandosi dal rispondere pedissequamente alle richieste dei responsabili organizzativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019analisi della domanda, in modo diverso entro i differenti ambiti dell\u2019intervento, potr\u00e0 durare pochi incontri o prolungarsi per mesi; avere una funzione di orientamento o di intervento psicoterapeutico vero e proprio. In quest\u2019ultimo caso, si assume come obiettivo lo sviluppo del cliente. Si possono, di fatto, perseguire differenti obiettivi, come s\u2019\u00e8 detto: orientare agli specialisti l\u2019utenza di un servizio socio-sanitario, ed allora possono bastare pochi incontri; o trattare, con chi pone la domanda, le componenti emozionali che fondano il problema proposto e che vengono ripresentate nella relazione di domanda. In questo caso si pu\u00f2 ipotizzare una psicoterapia di lunga durata, ove porre e realizzare, via via, differenti stadi d\u2019approfondimento del processo di analisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ultimo, ricordiamo la formazione delle nuove leve di psicologi. Con questo modello di teoria della tecnica, \u00e8 possibile confrontare lo studente della facolt\u00e0 di psicologia con una prassi capace di dare senso e di impostare un intervento professionale rivolto a problemi di relazione, contestualizzati e storicizzati, non a singoli individui, considerati nelle loro caratteristiche stabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>analisi della domanda<\/strong>, in sintesi, pu\u00f2 rappresentare un modello unitario di lettura e trattamento di problemi apparentemente diversi, sia nella loro formulazione come nel contesto entro il quale si propongono. Ricordiamo come sia, per noi, obsoleta quella distinzione che vuole una psicologia dedicata ai differenti contesti, indipendentemente dalla tecnica che fonda l\u2019intervento: pensiamo alla psicologia scolastica, alla psicologia del lavoro, alla psicologia familiare, alla psicologia militare, ma anche alla psicologia delle differenze individuali, alla psicoterapia nelle sue differenti articolazioni. La psicologia del lavoro, ad esempio, si rivolge a temi e contesti che sono cambiati in modo radicale da quando, ormai molti anni fa, s\u2019era pensato allo psicologo applicativo, capace di applicare, appunto, le tecniche psicologiche al mondo del lavoro. Oggi si guarda, piuttosto, alle organizzazioni ed alle dinamiche che reggono la relazione organizzativa, allargando l\u2019ottica ai sistemi di convivenza. In sintesi, l\u2019analisi della domanda \u00e8 un costrutto che propone all\u2019intervento psicoterapeutico alcune coordinate di base:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>l\u2019obiettivo<\/strong>; definito entro un ambito di sviluppo, dalla polisemia alla relazione con l\u2019estraneo ed allo scambio produttivo. Si tratta di una prospettiva di sviluppo che definiamo metodologico, in quanto non configura uno stato terminale progettato e valorialmente connotato del processo psicologico, quale pu\u00f2 essere il perseguimento della gratitudine, della maturit\u00e0, dell\u2019oblativit\u00e0, o pi\u00f9 in generale della normalit\u00e0. No, l\u2019obiettivo che si persegue entro il costrutto in analisi \u00e8 fondato sulla dinamica d\u2019evoluzione delle simbolizzazioni emozionali del contesto e sulla sostituzione dell\u2019agito emozionale con il pensare le simbolizzazioni stesse. Ci\u00f2, come abbiamo visto, consente di fondare la relazione con l\u2019estraneo e di rendere possibile lo scambio produttivo. Questa evoluzione potr\u00e0 seguire linee e modi di realizzazione differenti, in base ai contesti entro i quali si interviene.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>la metodologia<\/strong>; fondata sulla sospensione dell\u2019agito collusivo nei confronti delle simbolizzazioni emozionali proposte da chi pone la domanda, e sull\u2019istituzione, essa pure collusiva, d\u2019un pensiero sulle emozioni stesse. Avremo modo di approfondire queste linee metodologiche, ricordando sin d\u2019ora che con l\u2019analisi della domanda si persegue un pensiero, esso pure inevitabilmente emozionato, su quanto viene agito da chi pone la domanda, sia nella relazione \u201cqui ed ora\u201d con lo psicologo, sia nella narrazione del problema per cui si richiede l\u2019intervento, riferito al \u201cl\u00e0 e allora\u201d, della propria esperienza contestuale.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator alignwide has-alpha-channel-opacity is-style-default\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"1.\" style=\"font-size:14px\"><strong>1.<\/strong> Diamo qui alcune indicazioni bibliografiche, scelte tra quelle in cui il modello \u00e8 stato definito e sviluppato. Carli R., Paniccia R. M., Psicosociologia delle organizzazioni e delle istituzioni, Il Mulino, Bologna 1981; Carli R., Guerra G., Lancia F., Paniccia R. M., L\u2019intervento psicosociale nei servizi di igiene mentale: un\u2019esperienza, Psicologia Clinica, 3, 1, 75-96, 1984; Carli R., L\u2019analisi della domanda, Rivista di psicologia Clinica, 1, 1, 38-53, 1987; Guerra G., Paniccia R. M., Analizzare la domanda: un caso di intervento in un Servizio di Diagnosi e Cura, Rivista di psicologia Clinica, 1, 1, 54-64, 1987; Carli R., L&#8217;analisi della domanda nell&#8217;intervento psico-sociale, Il giornale degli psicologi, 1, 13-20, 1992; Carli R.,L\u2019analisi della domanda collusiva; in: Carli R. (a cura di), L\u2019analisi della domanda in psicologia clinica, Giuffr\u00e8, Milano 1993; Carli R., L\u2019analisi della domanda; in: Lombardo G.P. (a cura di), Storia e modelli della formazione, FrancoAngeli, Milano 1994; Carli R., Psicoanalisi della collusione e conoscenza clinica; in: Lombardo G.P., Malagoli Togliatti M. (a cura di): Epistemologia in psicologia clinica, Boringhieri, Torino 1994; Carli R., Analisi della domanda ed integrazione individuo-contesto nel colloquio; in: Trentini G. (a cura di): Manuale del colloquio psicologico, Utet, Torino 1995; Carli R., L&#8217;analisi della domanda rivisitata, Psicologia Clinica, 1, 5-21; 1997, Carli R., Paniccia R.M., Analisi della domanda, Il Mulino, Bologna 2003;. Carli R., Paniccia R.M., Casi clinici, Il Mulino, Bologna 2005. <a href=\"#Presentiamo\" data-type=\"internal\" data-id=\"#Presentiamo\">Torna su<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"2.\" style=\"font-size:14px\"><strong>2.<\/strong> Carli R., Il processo di collusione nelle rappresentazioni sociali, Rivista di Psicologia Clinica, 4, 282-296, 1990. <a href=\"#complementari\" data-type=\"internal\" data-id=\"#complementari\">Torna su<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"3.\" style=\"font-size:14px\"><strong>3.<\/strong> Carli R., Il rapporto individuo\/contesto, Psicologia Clinica, 2, 5-20, 1995; Grasso M., Salvatore S., Pensiero e decisionalit\u00e0. Contributo alla critica delle prospettiva individualista in psicologia, FrancoAngeli, Milano 1997. <a href=\"#criticamente\">Torna su<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"4.\" style=\"font-size:14px\"><strong>4.<\/strong> Le neo-emozioni sono state proposte in Carli R., Paniccia R. M., L\u2019Analisi Emozionale del Testo. Uno strumento psicologico per leggere testi e discorsi, FrancoAngeli, Milano 2002 e in Carli R., Paniccia R. M., Analisi della domanda Il Mulino, Bologna 2003. La cultura locale \u00e8 stata teorizzata per la prima volta, con una certa completezza, nel volume Psicologia della formazione, Il Mulino, Bologna 1999, degli stessi autori, e sviluppata in Analisi Emozionale del Testo. Il costrutto della cultura locale ha fondato numerose ricerche e interventi, resocontati in rapporti di ricerca ed articoli scientifici, anche precedenti al 1999. In particolare possiamo ricordare: Carli R., Lancia F., Paniccia R. M., Pelagalli M.F. Nuovi modelli di comunicazione e sviluppo territoriale, Rivista di Psicologia Clinica, 2, 41-64, 1997; Carli R., Paniccia R. M., Psicosociologia del traffico: il caso romano, Capitolium, 8, 93-97, 1999; Carli R., Salvatore S., L\u2019immagine della psicologia. Una ricerca sulla popolazione del Lazio, Edizioni Kappa, Roma 2001; Paniccia R. M., La verifica della soddisfazione del cliente come integratore di professionalit\u00e0 e servizi, in: Adamo M. G. S., Serpieri S., Paolo V. (a cura di), L\u2019approccio integrato alla disabilit\u00e0 in et\u00e0 evolutiva. Da esigenza culturale a modalit\u00e0 operativa, Ma. Gi, Roma 2002. <a href=\"#continuum\" data-type=\"internal\" data-id=\"#continuum\">Torna su<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"5.\" style=\"font-size:14px\"><strong>5.<\/strong> Su questo tema, vedi: Circolo del Cedro, Tre tesi e sei questioni sulla psicologia clinica, Rivista di Psicologia Clinica, 5, 251-259, 1991; Circolo del Cedro, La competenza psicologico clinica, Rivista di Psicologia Clinica, 6, 6-37, 1992; Carli R., Paniccia R.M., Percorsi per la definizione del prodotto in psicologia clinica, Rivista di Psicologia clinica, 2-3, 21-45, 1993. <a href=\"#opzione\" data-type=\"internal\" data-id=\"#opzione\">Torna su<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentiamo brevemente le dimensioni teoriche che fondano il costrutto di intervento psicologico clinico fondato sull\u2019analisi della domanda. 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