{"id":1127,"date":"2022-01-05T01:56:22","date_gmt":"2022-01-05T01:56:22","guid":{"rendered":"https:\/\/spsonline.it\/sps\/?page_id=1127"},"modified":"2025-08-24T16:58:18","modified_gmt":"2025-08-24T16:58:18","slug":"correzione-di-un-deficit-o-promozione-di-sviluppo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/spsonline.it\/sps\/correzione-di-un-deficit-o-promozione-di-sviluppo\/","title":{"rendered":"Correzione di un deficit o promozione di sviluppo"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Correzione di un deficit o promozione di sviluppo<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di due modelli che possono orientare la prassi dello psicologo clinico, ed in particolare dello psicoterapista, la cui differenziazione \u00e8 a nostro modo di vedere molto importante ed utile per differenziare differenti forme di prassi psicoterapeutica. Sottolineiamo che, a nostro modo di vedere, entrambe le modalit\u00e0 di approccio alla psicoterapia sono legittime e importanti; cos\u00ec come \u00e8 importante, d\u2019altro canto, la scelta di campo dell\u2019una o dell\u2019altra prospettiva se si vuole far chiarezza entro i modelli che compongono il variegato ambito delle psicoterapie:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>lo psicologo orientato a ridurre un deficit, nel paziente che a lui si rivolge o nella situazione sociale entro la quale interviene,<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>lo psicologo che realizza interventi per promuovere lo sviluppo delle persone entro il loro contesto.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensiamo, a questo proposito, all\u2019uso che nella psicologia dell\u2019intervento si pu\u00f2 fare della nozione di relazione. La relazione pu\u00f2 essere intesa quale strumento che serve per migliorare la realt\u00e0. Oppure pu\u00f2 essere utilizzata al fine di vedere ci\u00f2 che accade al suo interno. L\u2019interesse per la relazione, pu\u00f2 essere orientato al fine di correggere un deficit. Oppure l\u2019interesse per la relazione pu\u00f2 proporsi di guardare alla relazione stessa, con l\u2019intento di utilizzarla quale ambito di promozione dello sviluppo: sviluppo del rapporto tra psicologo e persona che a lui si rivolge; di conseguenza, sviluppo della relazione tra la stessa persona ed il suo contesto di vita e di lavoro. Ci\u00f2 significa promuovere una consapevolezza ed un\u2019evoluzione dei valori che reggono la convivenza, delle regole del gioco che la rendono possibile, in particolare di quelle regole del gioco che presiedono alla relazione tra individui, gruppi e contesto ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Correzione di un deficit, da un lato; sviluppo dall\u2019altro, quali obiettivi dello psicologo<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel caso della correzione di un deficit, la posizione dello psicologo clinico \u00e8 quella di chi pensa di essere legittimato ad intervenire sulla base di una situazione problematica, letta quale scarto da un modello che si ipotizza condiviso e legittimato socialmente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel caso dell\u2019intervento volto allo sviluppo, sviluppo della relazione tra psicologo e committente, cos\u00ec come di quella tra committente e contesto, \u00e8 l\u2019analisi della domanda che guida l\u2019intervento dello psicologo stesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di due opzioni professionali molto diverse, fondate su ruoli, funzioni e rapporti con la domanda del committente letti diversamente, su metodologie di azione professionale distinte, con obiettivi spesso divergenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>riduzione del deficit<\/strong> \u00e8 caratterizzata dalle seguenti connotazioni:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>l\u2019obiettivo \u00e8 fondato sulla valutazione dell\u2019altro entro la logica \u201cmodello \u2013 scarto dal modello\u201d. Ci\u00f2 significa che si guarda al comportamento, alle emozioni, ai vissuti dell\u2019altro, valutandone la corrispondenza ad un modello di normalit\u00e0, o allo scarto da tale normalit\u00e0. La valutazione dello scarto dal modello pu\u00f2 essere considerata come \u201coggettiva\u201d. Quindi, l\u2019intervento di riduzione dello scarto \u00e8 legittimo nel caso in cui la domanda provenga dalla persona portatrice dello scarto, come quando \u00e8 posta da altre persone del contesto: un medico, un superiore gerarchico dell\u2019interessato, un genitore. La denuncia, la rilevazione, l\u2019evidenza di uno scarto dal modello implicano, sempre, una relazione di potere sociale efficace, tra chi denuncia, rileva, rende evidente lo scarto, e chi ne \u00e8 l\u2019oggetto. Si pu\u00f2 affermare che questo rapporto di asimmetria del potere \u00e8 funzionale al controllo: evidenziare uno scarto dal modello e correggerlo sono espressioni di una implicita volont\u00e0 di controllo sociale e di riduzione degli scarti a dimensioni conformistiche. Questo fa capire come il comportamento sia l\u2019oggetto pi\u00f9 rilevante di questo modo d\u2019intervenire<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>l\u2019intervento di riduzione dello scarto dal modello \u00e8 rivolta all\u2019individuo, al singolo individuo conosciuto attraverso categorie a contestuali. Con la stessa logica si pu\u00f2 intervenire anche entro il contesto familiare, \u00e8 vero; ma nell\u2019ottica, \u00e8 bene sottolinearlo, di trattare la famiglia come un \u201cindividuo\u201d che scarta da un modello prefissato, del quale il terapista \u00e8 il depositario<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul id=\"biologico\" class=\"wp-block-list\">\n<li>l\u2019intervento di riduzione del deficit si appoggia al modello medico, assumendo lo scarto dal modello quale \u201cmalattia\u201d, e l\u2019intervento ortopedico (che riconduce all\u2019ortos, alla retta via) quale terapia, quale cura della malattia, con obiettivi di guarigione. Ci\u00f2 giustifica la confusione, nell\u2019ambito della psicoterapia, tra professione medica e professione psicologica. Confusione curiosa e poco discussa, nonostante la profonda diversit\u00e0, epistemologica e pragmatica, esistente nella formazione del medico da un lato, dello psicologo dall\u2019altro. Nonostante, ancora, la fondazione biologica della prassi medica, ancorata non tanto all\u2019individuo quanto al suo statuto biologico, corporeo; e la fondazione psicologica, appunto, della prassi psicologica, ancorata alla relazione tra individuo e contesto<sup><a href=\"#1.\" data-type=\"internal\" data-id=\"#1.\">1<\/a><\/sup><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>a fondamento del mandato sociale su cui poggia l\u2019intervento di riduzione del deficit, s\u2019invoca la funzione diagnostica, fondata su elenchi dei disturbi mentali quali il DSM IV\u00b0 o l\u2019ICD 10. Tali manuali diagnostici, d\u2019altro canto, pur rappresentando uno sforzo importante, per la psichiatria, di trovare un linguaggio comune per una definizione condivisa dei disturbi mentali, non pu\u00f2 essere di certo un buon punto di partenza per un intervento psicologico clinico. Innanzitutto, si tratta di manuali che fanno riferimento alla Psichiatria, non alla Psicologia Clinica. In secondo luogo, ed \u00e8 questo un grande limite della Psichiatria e della sua pretesa di assimilarsi ad altre aree della medicina, questi manuali sono descrittivi di fenomeni, non proponendo alcuna ipotesi eziopatogenetica dei fenomeni stessi. Si sa, d\u2019altro canto, che l\u2019intervento medico poggia le sue basi scientifiche e la sua efficacia pragmatica sulla conoscenza eziopatogenetica di gran parte delle forme curabili della malattia. Pensare di legittimare un intervento di correzione del deficit, sulla base di diagnosi riferite alla nosografia presente in questo tipo di manuali significa, quindi, prescindere radicalmente dal vissuto del singolo sullo \u201cscarto dal modello\u201d; ed al contempo definire lo stesso \u201cscarto dal modello\u201d tramite dimensioni diagnostiche che sembrano difficilmente suggerire l\u2019utilit\u00e0 dell\u2019una o dell\u2019altra, tra le differenti tecniche d\u2019intervento psicoterapeutico.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>intervento che promuove sviluppo<\/strong>, di contro, \u00e8 caratterizzato dalle seguenti dimensioni:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>l\u2019obiettivo \u00e8 orientato all\u2019utilizzazione delle risorse, individuali od organizzative, che possono promuovere lo sviluppo della relazione tra individui e contesto. Questo comporta, per lo psicologo, la conoscenza del contesto, e non solo dell\u2019individuo e delle sue dinamiche interne, al fine di orientare il suo intervento entro le coordinate, possibili, di sviluppo dei sistemi sociali. Se, ad esempio, lo psicologo interviene nell\u2019ambito di un problema scolastico, lo sviluppo concerne l\u2019obiettivo della scuola, il coinvolgimento dei singoli allievi da un lato, del contesto sociale su cui insiste la scuola dall\u2019altro, quali protagonisti dello sviluppo stesso. Il perseguimento di sviluppo, in questo caso, richiede da parte dello psicologo una conoscenza approfondita degli obiettivi del sistema scolastico, e una conoscenza degli strumenti utili per la realizzazione degli obiettivi, quali le caratteristiche psicologiche dei singoli allievi e degli insegnanti, la dinamica del gruppo classe entro il quale avviene l \u2019apprendimento, la cultura che caratterizza quel sistema scolastico, l\u2019insieme degli allievi, delle famiglie, e del corpo insegnante. Nel caso di una psicoterapia \u201cindividuale\u201d si possono porre le stesse considerazioni: lo sviluppo perseguito quale obiettivo della psicoterapia concerne le relazioni della persona in psicoterapia entro il suo contesto; contesto familiare, ma anche lavorativo, amicale, sociale pi\u00f9 in generale. Ci\u00f2 comporta, per la psicoterapia, l\u2019assunzione di obiettivi metodologici: atti a rappresentare simbolicamente, entro la relazione collusiva tra paziente e psicoterapista, lo sviluppo fondante il progetto psicoterapeutico del paziente stesso<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>non esiste un modello prefissato di sviluppo. Ci\u00f2 significa che l\u2019intervento avr\u00e0, quale sua dimensione caratterizzante, la continua negoziazione delle linee di sviluppo, entro il sistema individui \u2013 contesto, con i protagonisti che ad esso partecipano. Lo sviluppo, nell\u2019accezione da noi utilizzata, \u00e8 ci\u00f2 che consegue ad un progetto. Ha quindi la storicit\u00e0 e la contingenza del progetto; progetto di un singolo, entro il contesto, cos\u00ec come progetto di un\u2019organizzazione, di un sistema sociale<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>l\u2019intervento che promuove sviluppo pu\u00f2 comportare, anche, un\u2019evoluzione dei singoli individui, in parte assimilabile alla correzione del deficit; tale processo, d\u2019altra parte, avr\u00e0 quale criterio di verifica la capacit\u00e0 del contesto di realizzare i suoi obiettivi, non la normalit\u00e0 individuale. In altri termini, si pu\u00f2 dire che lo sviluppo individuale si realizza, sempre, entro un contesto. L\u2019intervento in analisi, quindi, si differenzier\u00e0 chiaramente, senza confusioni e sovrapposizioni, dalla terapia medica, acquisendo uno specifico valore psicologico<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul id=\"distruzione\" class=\"wp-block-list\">\n<li>lo sviluppo pu\u00f2 essere inteso quale modo di pensare le emozioni; in tal senso, lo sviluppo \u00e8 identificabile come competenza a convivere, entro un sistema a risorse scarse. Sviluppo, in questa accezione, quale alternativa alla predatoriet\u00e0 che fonda la relazione di possesso. Si parla, nell\u2019ambito della sociologia delle organizzazioni e dei sistemi sociali, di sviluppo compatibile. In quest\u2019espressione si fa riferimento ai costi ambientali dello sviluppo, non alla competenza dei gruppi sociali, necessaria per realizzare questa \u201ccompatibilit\u00e0\u201d tra esigenze personali, condivise socialmente da un lato, e sistema contestuale dall\u2019altro. Con l\u2019espressione \u201ccompetenza a convivere entro un sistema a risorse scarse\u201d, di contro, si indicano le coordinate che definiscono la competenza psicologica a realizzare sistemi di convivenza capaci di guardare alle risorse in chiave di sviluppo, non di distruzione<sup><a href=\"#2.\" data-type=\"internal\" data-id=\"#2.\">2<\/a><\/sup><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la contrattazione tra psicoterapista e paziente sul progetto di sviluppo. La psicoterapia, in questo caso, non ha un obiettivo dato dalla fase diagnostica, e non si confronta con un processo lineare, predefinito. Di contro, l\u2019obiettivo \u00e8 continuamente oggetto di contrattazione tra psicoterapista e paziente, man mano che il paziente acquisisce nuove categorie per designare il suo problema. Tale contrattazione costruisce la relazione psicoterapeutica in quanto espressione della dinamica emozionale che organizza o ostacola lo scambio.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendiamo ora in considerazione l\u2019individuo e la relazione, quali differenti unit\u00e0 d\u2019analisi per lo psicologo clinico e per lo psicoterapista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prospettiva individuale e quella relazionale comportano due differenti modelli della&nbsp;&nbsp;relazione:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>la relazione pu\u00f2 essere intesa quale antecedente (ad esempio la relazione con le figure genitoriali) che comporta specifiche conseguenze sui singoli individui; conseguenze che sono usualmente definite entro le categorie di normalit\u00e0 \u2013 patologia<\/li>\n\n\n\n<li>la relazione pu\u00f2 essere intesa quale oggetto e strumento della psicoterapia o dell\u2019intervento psicologico. In tal caso \u00e8 la relazione che motiva il ricorso allo psicologo; quest\u2019ultimo interviene attraverso la relazione, e con una teoria della tecnica che orienta l\u2019uso della relazione. Quest\u2019ultima \u00e8 anche l\u2019oggetto dell\u2019intervento, il luogo entro il quale si organizza la verifica dell\u2019intervento stesso.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che gli individui siano l\u2019esito delle relazioni familiari originarie e che la loro personalit\u00e0, le loro caratteristiche individuali e differenziali siano la risultante di tali relazioni, la psicologia lo ha affermato ripetutamente e con forza. L\u2019importante non \u00e8 tanto questo, quanto il vedere se l\u2019unit\u00e0 d\u2019analisi della psicologia sia l\u2019individuo (inteso quale esito delle sue relazioni), o sia piuttosto la relazione in s\u00e9. Quando l\u2019individuo \u00e8 l\u2019unit\u00e0 di analisi di chi fa ricerca o intervento in psicologia, la relazione tra individuo e sistema sociale pu\u00f2 essere sintetizzata entro le due seguenti eventualit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>a \u2013<\/strong> l\u2019individuo \u201csarebbe in grado\u201d di perseguire la felicit\u00e0, di realizzare le sue aspettative e i suoi desideri, sapendo ci\u00f2 che vuole, se non dovesse confrontarsi con i limiti che il sistema sociale gli pone: limiti costrittivi, che vincolano e frenano la realizzazione personale;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>b \u2013 <\/strong>l\u2019individuo avrebbe \u201cla necessit\u00e0\u201d di un rapporto sociale, e sarebbe disposto a subire i limiti e la sofferenza che la relazione comporta, pur di soddisfare questo suo bisogno \u201cprimario\u201d, ancora una volta sapendo ci\u00f2 che vuole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019un caso come nell\u2019altro, si pone una netta distinzione tra individuo e sistema sociale, visto quest\u2019ultimo come \u201caltro\u201d rispetto all\u2019individuo stesso. L\u2019individuo, inoltre, \u00e8 dotato di aspirazioni, desideri, aspettative e spinte a soddisfare quanto egli desidera \u201cindividualmente\u201d; il sistema sociale \u00e8 visto in un caso quale limite, in un altro quale strumento facilitante la realizzazione delle aspettative individuali.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che caratterizza questa nozione di individuo, \u00e8 la convinzione che egli sappia ci\u00f2 che vuole, ed anche ci\u00f2 che desidera. Si \u00e8 convinti, si crede fermamente che il desiderio sia chiaro all\u2019individuo, che ne fondi il comportamento e che ne orienti le emozioni. Questa ipotesi, capace di regolare la relazione tra individui e sistema sociale, sembra ignorare radicalmente il contributo della psicoanalisi, ove l\u2019individuo non sa ci\u00f2 che vuole, almeno entro la sua dimensione emozionale. Affermare che le persone non sanno ci\u00f2 che vogliono, significa fondare la polisemia emozionale del desiderio e delle emozioni. Non si tratta, quindi, di contrapporre coscienza ad inconscio. Quanto di mettere in rilievo la primaria importanza del modo di essere inconscio della mente quale modo emozionale di simbolizzazione della realt\u00e0. Stiamo parlando della contrapposizione tra prima e seconda topica della proposta freudiana. La psicoanalisi contemporanea sembra aver, in gran parte, rinunciato alle profonde e interessanti intuizioni della prima topica, per seguire un sistema mentale intrapsichico che ha, via via, annacquato il modo di essere inconscio della mente; sino a farne qualcosa che assomiglia troppo all\u2019inconscio cognitivo, svuotando di senso l\u2019intuizione psicologica di Freud. Non \u00e8 un caso che due studiosi \u201citaliani\u201d della psicoanalisi quali Franco Fornari e Ignazio Matte Blanco siano stati ignorati per lungo tempo e solo recentemente ricordati, pi\u00f9 dagli studiosi delle scienze sociali che dagli psicoanalisti ortodossi. Fornari e Matte Blanco avevano, a loro modo, sottolineato l\u2019importanza del sistema inconscio quale modo della mente, quale dimensione fondante la dinamica affettiva nella relazione tra individui e contesto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pu\u00f2 essere interessante notare che le due prospettive ora delineate (individuo che potrebbe realizzare i suoi desideri se non vi fosse il limite del sistema sociale; individuo che ha bisogno della relazione, ed \u00e8 disposto a soffrire pur di soddisfare questa sua esigenza) fondano specifiche dimensioni che abbiamo in altri lavori definite quali neo-emozioni: pretendere, controllare, diffidare, provocare, obbligare, lamentarsi, preoccuparsi. Si tratta di dinamiche relazionali, comprensibili entro l\u2019emozionalit\u00e0 che organizza e fonda la relazione, ove \u00e8 centrale la negazione dell\u2019estraneit\u00e0 dell\u2019altro; quella estraneit\u00e0 che consentirebbe lo scambio tra estranei e quindi l\u2019integrazione produttiva della diversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"naturalmente\">Manca, nella prospettiva prima evidenziata, che contrappone individuo e sistema sociale, la <strong>visione produttiva della relazione che fonda il sistema sociale stesso<\/strong>: produzione di valori, di regole del gioco, di cultura della convivenza e di modi di relazione con il contesto sociale ed ambientale. Questa funzione di produzione, fondante il sistema sociale quale sistema di convivenza, storicamente e culturalmente definito, nonch\u00e9 differente nelle diverse culture, viene sacrificata nella visione individualista: dove il sistema sociale \u00e8 \u201cdato\u201d acriticamente, e dove la funzione psicologica viene ridotta ad una prassi volta a definire le differenze individuali: con l\u2019obiettivo di presiedere ad esse in una prospettiva ortopedica, di riconduzione alla retta via di chi si presenta alla diagnosi quale deviante. Differenze individuali che lo psicologo, quasi senza accorgersene, rischia di considerare come \u201cnaturalmente date\u201d<sup><a href=\"#3.\" data-type=\"internal\" data-id=\"#3.\">3<\/a><\/sup>; spetta quindi agli psicologi, in questa visione della professione e della scienza psicologica, individuare (appunto), diagnosticare ed eventualmente, quando ci\u00f2 sia possibile, correggere queste caratteristiche individuali; nel caso in cui la correzione non sia possibile, lo psicologo pensa di avere il potere, delegatogli dal sistema sociale, di selezionare gli individui, al fine di un buon funzionamento sociale.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando l\u2019oggetto della psicologia \u00e8 l\u2019individuo, ne conseguono differenti ed interessanti dimensioni:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>nel caso dell\u2019individuo, alla domanda ed alla sua analisi viene sostituita la diagnosi delle caratteristiche stabili delle quali l\u2019individuo \u00e8 portatore. Portatore inconsapevole, evidentemente, tanto \u00e8 vero che egli ha bisogno dello psicologo per avere una diagnosi dei suoi problemi\/disturbi<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>l\u2019individuo \u00e8 problematico, quindi, indipendentemente dalla sua \u201cvolont\u00e0\u201d. Non serve che una persona sia consapevole del suo problema; serve solo che accetti di subire diagnosi e terapia. Ci\u00f2 comporta un elevatissimo potere in chi ha le categorie e gli strumenti per decidere se una persona \u00e8 normale o patologica<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la ricerca scientifica propone dei tipi, differenziati sulla base di specifiche evidenze sperimentali. Sta al potere dello psicologo decidere quali di queste caratteristiche siano \u201cnormali\u201d e quali siano \u201cpatologiche\u201d. Ad esempio, lo stile d\u2019attaccamento pu\u00f2 essere visto quale difesa del bambino nei confronti delle evenienze problematiche vissute nel rapporto con la madre. In tal caso il cos\u00ec detto \u201cattaccamento insicuro\u201d sarebbe una risorsa adeguata, come l\u2019\u201dattaccamento sicuro\u201d, in funzione del diverso modo che assume il rapporto tra bambino e madre. Oppure pu\u00f2 essere visto quale caratteristica stabile dell\u2019individuo, che si ripete fissa ed immutabile per tutta la vita dell\u2019individuo, con capacit\u00e0 di riproduttivit\u00e0 legate alla stabilit\u00e0 delle caratteristiche entro la funzione di cura della prole. E\u2019 molto importante sottolineare questo passaggio, perch\u00e9 l\u2019evidenza sperimentale non ha il potere logico o storico di definire le potenzialit\u00e0 adattive dei differenti tipi; n\u00e9 in termini sincronici n\u00e9 diacronici. Anzi, si potrebbe dire che l\u2019adattamento umano \u00e8 avvenuto, sino ad ora, anche grazie alla differenziazione dei gruppi sociali e delle caratteristiche individuali<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>con l\u2019individuazione (appunto) delle caratteristiche individuali, e con un intervento psicologico fondato sui tali caratteristiche, si perde il senso dell\u2019interazione sociale e della fenomenologia culturale entro la quale ogni individuo \u00e8 necessariamente ed indissolubilmente iscritto<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la cultura \u00e8 considerata quale \u201cdato\u201d che forma e determina l\u2019evoluzione degli individui che alla cultura stessa appartengono. Viene cos\u00ec destrutturato e perso ogni approccio costruttivista alla fondazione delle dimensioni culturali<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>manca una teoria del legame sociale quale fondamento di una lettura psicologica della relazione tra individuo e contesto.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 quest\u2019ultimo punto che pu\u00f2 indirizzare un approccio volto a promuovere sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-extra-small-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"1.\" style=\"font-size:14px\"><strong>1. <\/strong>E\u2019 sempre pi\u00f9 frequente l\u2019uso dell\u2019espressione che definisce l\u2019individuo, considerato entro la psicologia, quale unit\u00e0 bio \u2013 psico \u2013 sociale. Vorremmo ricordare che la psicologia generale, nella sua lunga storia di ricerca, di proposte teoriche, di costruzione epistemologica, non ha mai parlato di individuo. Oggetto di studio della psicologia, ricordiamolo, \u00e8 sempre una fenomenologia che concerne la relazione tra individuo e contesto. Si potrebbe dire, anche, che l\u2019inaugurarsi di una psicologia generale individuale si \u00e8 avuta con la seconda topica freudiana (non con la prima, ed \u00e8 importante sottolinearlo), l\u00e0 dove si \u00e8 iniziato a considerare una realt\u00e0 intrapsichica univocamente ed acontestualmente considerata, orientata dalle \u201cforze\u201d dell\u2019Io, dell\u2019Es e del Super-Io; istanze psichiche che hanno ridotto le vicissitudini della vita mentale a processi \u201ctotalmente\u201d intrapsichici. <a href=\"#biologico\" data-type=\"internal\" data-id=\"#biologico\">Torna su<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"2.\" style=\"font-size:14px\"><strong>2. <\/strong>Fornari, a questo proposito, parlava di sistemi fondati sulla logica \u201cmors tua, vita mea\u201d, contrapposti a quelli fondati sulla logica \u201cvita tua, vita mea\u201d, ove compare la reciprocit\u00e0 simmetrica. La nozione di sviluppo pu\u00f2 essere intesa quale accrescimento, senza limiti n\u00e9 remore, di un progetto personale, di una competenza, ma anche di un\u2019economia, di un\u2019organizzazione.&nbsp;&nbsp;Questa nozione pu\u00f2 essere interessante anche per definire i \u201climiti\u201d dello sviluppo personale, all\u2019interno di un\u2019esperienza psicoterapeutica: ad esempio la terminabilit\u00e0 di un processo conoscitivo di s\u00e9 o la relazione tra sviluppo psicoterapeutico e costi dello stesso. <a href=\"#distruzione\" data-type=\"internal\" data-id=\"#distruzione\">Torna su<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"3.\" style=\"font-size:14px\"><strong>3. <\/strong>Ricordo un recente articolo di Gad Lerner: \u201cIn quel suo parolaio sentirsi gi\u00e0 in guerra [\u2026] risuonano gli echi della \u201cnouvelle droite\u201d europea che non celebra pi\u00f9 la superiorit\u00e0 razziale, ma insiste sulla \u201cnaturale\u201d differenza tra gli esseri umani.\u201d Lerner G. 2005, Io, meticcio immigrato che Pera non vuole, la Repubblica, 30, 198, 1-17. <a href=\"#naturalmente\" data-type=\"internal\" data-id=\"#naturalmente\">Torna su<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Correzione di un deficit o promozione di sviluppo. 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